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Ci si imbarca a Marina del Cavallino su un Calafuria 98 dopo 40’ di navigazione a circa 7mg il mare si fa grosso e si fa ritorno sulle 3mg dirigendosi sul relitto del VILA, mercantile che trasportava maiali e ferro, affondato nel 1935. La caratteristica di questo relitto, costruito ben prima della data di affondamento è la tipologia costruttiva in quanto ora tutte le navi sono costruite con lamiere saldate o rivettate tra loro mentre nel VILA si notano le costolature come fosse una nave in legno.
La visibilità non buona ha permesso di creare il giusto palcoscenico per il fine corso Relitti & Secche. Scorfani, moli, suri sono comunque apparsi. Molti dei presenti erano a Ean36 ma per tutti il tempo di fondo è stato di 36’ a -22mt.
Dopo 1’45”, giusto il tempo di saltare di gruppo e grazie al mare che si era calmato abbiamo fatto rotta sulla tegnua del SORZE a 10mg. La visibilità era migliorata e sul fondo era di circa 5-6 mt. Astici, gronghi, Alliotis svolazzanti, ma anche tanto pattume che denota quanto la tegnua sia frequentata.
La tegnua è effettivamente bella sia perché abbastanza distante dalla costa sia perché posta più a nord e la granulometria del fondo permette sempre una discreta visibilità ed infatti è già stata, e ritorna a essere ripetutamente, oggetto di studio del CNR come anche dei “nostri biologi” Navy-Selc.
Curiosi i tempi di permanenza di chi ha usato ARIA e chi Nitrox per le due immersioni.. alla fine quelli ad aria sono risaliti con ancora 6’ di margine in curva mentre quelli a Nitrox avevano ancora 31’ di Nodecotime…. e con 100bar ancora in bombola.
Alla fine della seconda immersione si è potuto godere di questo prolungamento delle temperature estive con un bel bagno in mare… ancora caldo (22° in superficie e 18° sotto).
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