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Croazia – Krapanj
02/09 - 04/09/2011
Krapanj!
Ma chi lo conosce? Dov’è?…Belle immersioni?...
Sono Andrea e Daniele che ce ne parlano, avendo conosciuto una ragazza croata (laureata in biologia) che, con suo marito, gestisce nel periodo estivo un diving presso l'hotel Spongiola di Krapanj, propongono di passarci un fine settimana per vedere come è la zona.
Sara e Lorenzo hanno aperto il loro diving a Krapanj, una piccola isoletta che si trova a 200 metri dalla costa pochi chilometri a sud di Sibenik, è così piccola che a piedi la si gira tutta in mezzora e non ci sono macchine. E' collegata a terra per mezzo di un traghetto che fa 16/18 corse al giorno. La stagione estiva è al termine e tra poco chiuderanno per l’inverno, dobbiamo approfittarne subito.
Sara si occupa di trovarci da dormire in un albergo della costa, nel paesetto immediatamente di fronte all’isola, costa un po' meno ed abbiamo a disposizione delle stanze/miniappartamenti con 2-3 letti. La mattina vengono a prenderci con la barca al molo dell’albergo per portarci sull’isola.
A Krapanj oltre all'hotel Spongiola c'è un paesetto con piccolo supermercato, tre baretti, di cui uno anche osteria, e gelateria.
Visto che il viaggio sarà lungo preferiamo organizzarci per un fine settimana extra large: partenza il giovedì pomeriggio e ritorno domenica sera.
Solita strada fino a Rijeka per poi continuare lungo la costa fino a Senj dove, girando verso l'interno e le montagne, si arriva all'autostrada A1 che porta a Split Arriviamo a Krapanj la sera dopo circa 6 ore e mezza di viaggio da Mestre, considerando solo un paio di soste ‘fisiologiche’ con passeggiatina, caffè, merendino e…
Troviamo Sara e Lorenzo ad aspettarci e mentre mangiamo prendiamo accordi per il giorno dopo. E’ previsto bel tempo per venerdì e poi da sabato vento in aumento, decidiamo quindi di non rischiare di perdere l'immersione più bella a causa del mare mosso (è uno dei punti più distanti e la traversata potrebbe essere 'disagevole') e di farla subito alla mattina seguente per poi dedicarci alle immersioni più vicine.
La mattina appuntamento alle 08.30 sul molo con i borsoni dell'attrezzatura. Ci prepariamo in navigazione, al diving passeremo al rientro. In barca, spartana ma funzionale, troviamo due bombole a testa: un 15 ed un 12 per la seconda immersione.
Tempo bello, mare piatto, non poteva andare meglio. Il panorama è realmente bello, ci sono una miriade di isolette coperte di pini che punteggiano il mare, sembra di essere ai tropici. Dopo circa 50' minuti siamo sul punto di immersione. Ormeggiamo vicino alla costa di una delle isolette.
Smokvica Mulo è l'immersione 'top' della zona, si tratta di una parete che parte da circa -20 e scende fino ai 50 con alghe rosse incrostanti (Lytophillum) e bei rami di Paramuricee. La barca è ancorata su di un pianoro che dagli 8/10 metri scende degradando. Tenendolo sulla dx si arriva all'attacco della parete. Notevole la copertura di Lytophillum, che ha una colorazione rosacea e forma delle piccole piramidi di ventaglietti, abbondanti le paramuricee di buone dimensioni. Parazoanthus, Leptosammia li troviamo qui e saranno una costante in tutti i siti. Non c'è però molto pesce. Al rientro sul pianoro un po' di saraghi (vulgaris, pizzuto) qualche orata e delle salpe.
Risaliti spostiamo l'attrezzatura sulla bombola da 12 e, mangiando qualche biscotto portato da Sara, con un breve spostamento raggiungiamo una delle tante isolette dove ancoriamo sottocosta: siamo al secondo punto di immersione: Tmara.
Passata un’ora ci prepariamo per tornare in acqua. Andiamo a vedere il relitto di un peschereccio che, a quanto pare, il capitano ubriaco ha portato a sbattere sull'isola, la prua è distrutta ma rimangono metà barca e la poppa. Non ne siamo entusiasti, non c'è molto pesce ed il relitto è 'triste' anche se abbastanza grande da passarci un po' di tempo a girarlo. Intorno il fondale è sabbioso e poco più in là ci sono dei posidonieti ma anche quelli non sembrano molto 'vivi'. Torniamo alla barca spostandoci verso la costa dell’isolotto. Qui, su 5/7 metri, ci sono dei grossi massi che formano anfratti molto colorati e carini, siamo tutti d’accordo: la parte migliore dell'immersione.
Rientriamo a Krapanj intorno alle 13.30 e andiamo finalmente a vedere il diving. Si trova all’interno della struttura dell’hotel Spongiola a 50 metri dal molo di attracco e vi si accede da una entrata laterale. Lo spazio per cambiarsi è all’aperto, sulla stradina che costeggia l’hotel. Un compressore potente con una manichetta di pressione che lo collega alla banchina per ricaricare le bombole direttamente in barca. Ci sono poi la saletta audio video, una piccola piscina (profonda però 4 metri!) per i primi contatti con l’attrezzatura, docce ed un museo sul passato di pescatori di spugne degli isolani.
Il sabato mattina l’appuntamento è ancora alle 08.30 sul molo, passiamo velocemente al diving per recuperare l'attrezzatura, in barca sono già pronte le 2 bombole. Ci aspettavamo il vento previsto ma anche oggi il tempo è bello ed il mare calmo.
Oggi il tragitto è più breve. Andiamo all'isola di Sokol dove ci aspetta una bella parete, potrei definirla tipica croata, incrostata di alghe rosse e spugne, qualche eunicella, un po' di pesce in giro e due aragostine. Niente di particolare ma godibile.
Per la seconda ci spostiamo su di una secca che si trova in mezzo ad uno dei tratti di mare tra le isole e che è segnalata da un faro. L’hanno chiamata Aquarium.
Dal panettone che si trova a circa 7 metri sotto la barca scendiamo lungo la parete che ha delle belle macchie di Eunicelle ma soprattutto in questo periodo è piena di vacchette di mare (discodoris atromaculata) di tutte le dimensioni.
Il nome ‘Aquarium’ farebbe pensare ad una grande presenza di pesce, all'inizio però non si vede molto movimento, lungo la parete nuotano degli sciami di castagnole e qualche sarago e niente più. A metà immersione torniamo al pianoro, vediamo che il pesce, sembra quasi attirato dalla nostra presenza, aumenta man mano: Castagnole, Donzelle, Saraghi (vulgaris e pizzuti), Orate, qualche Dentice ed addirittura in lontananza un banco di Barracuda.
Il pesce si comporta un po' come a Kostrena. Donzelle ed orate ma anche saraghi e dentici, seguono le pinne dei sub per vedere di trovare qualcosa da mangiare dove il fondo viene sollevato dalla pinneggiata (con noi non trovano poi tanto ;O)).
Immersione divertente e scenografica, il pesce è abbondante, non solo quello che ti segue ma anche banchi di saraghi più distanti e comunque la presenza dei barracuda, anche se piccoli, è sempre notevole.
Ci dispiace non sfruttare tutte le occasioni per immergerci, l’acqua è calda, il tempo, a dispetto delle previsioni, rimane perfetto quindi… e vada per la notturna. Ci fermiamo sull'isola, mangiamo qualcosa, e passiamo il pomeriggio con bagni e passeggiata sull’isola.
Alle 19.00 siamo al diving dove ci prepariamo e per le 20.00 siamo in barca.
Dieci minuti di navigazione e siamo sul punto. E' una bella parete che scende fino ai 30, acqua limpida, incontriamo tre folpi in caccia ed un piccolo grongo. Crinoidi, galatee, gamberetti, alcune magnose (di quelle piccole).
Bella!
È scesa la notte, il vento si sta alzando per domani si vedrà.
Ultima mattina, ancora tempo splendido. Sole, mare calmo, il vento è solo una leggera brezza. Non potevamo sperare di meglio. L'ultima immersione è alla ‘Cattedrale’, una secca su un fondale di 40 metri col panettone che risale fino ai 18. Troviamo rami di eunicelle ed incrostazioni di alghe e spugne. In un anfratto un astice niente male, un po' più in giù un grongo di almeno 1 metro e mezzo e poi, più giù ancora, un altro astice, forse più grosso del primo. Anche senza questi incontri l'immersione vale comunque la pena.
Certo che tra profondità, tempo perso a guardarci intorno ed a fotografare astici e grongo ci ritroviamo tutti con tempi di deco intorno ai 10’. Ci ritroviamo così tutti alla catena dell’ancora, con aria ampiamente sufficiente, per risalire con molto calma e passare in compagnia il tempo della deco.
Al diving mettiamo ad asciugare l'attrezzatura. Il tempo di un’ultima nuotata e di mangiare qualcosa per poi, dopo una doccia al diving, farci accompagnare a terra dove, caricate le borse in macchina… torniamo.
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